Fino all’osso (Titolo originale “To the Bone”)

Ellen è una ventenne con spiccate doti artistiche ed affetta da anoressia nervosa. Con un padre assente e una madre trasferitasi lontano per fuggire dai problemi, la matrigna Susan e la sorella Kelly sostengono e aiutano la protagonista nel suo lungo e difficoltoso percorso verso la guarigione dalla malattia che la affligge da anni. Ellen affronterà quindi un viaggio alla scoperta di sé in un centro di riabilitazione in cui vivono altri 6 pazienti, 5 ragazze ed 1 ragazzo, e gestito da un medico alternativo (Dr. William Beckham). Tra momenti strazianti e divertenti, Ellen riuscirà a cadere e rialzarsi trovando la forza per superare il suo problema.

“Ho tutto sotto controllo, non mi capiterà nulla di brutto” Ellen

“Le cose brutte possono accadere, non siamo noi a scegliere di evitarle, ma possiamo decidere come affrontarle” Dr. William Beckham

Da anni Ellen non mangia e controlla il suo peso attraverso il conteggio calorie, tanto che sua sorella la definisce un “asperger delle calorie” in quanto sa analizzare nel dettaglio il totale di calorie che ci sono nel suo piatto. La protagonista infatti non vede il cibo che ha nel piatto come qualcosa di gustoso che le possa placare il senso di fame e darle le energie di cui il suo corpo necessita per affrontare la giornata, ma come calorie che vanno ad interferire col suo obiettivo: non assumere peso. A tavola non si mangia ma si spilucca il cibo oppure, presa dalla voglia di assaporarsi una cena in compagnia, la protagonista mastica qualcosa per poi però sputarla. L’esile corpo di Ellen presenta tutti i sintomi dell’anoressia nervosa: amenorrea, la peluria che cresce per scaldare il suo corpo e i lividi sulla schiena causati dall’eccessivo numero di addominali che pratica ogni giorno. Ellen pratica anche intensa attività fisica e misura in maniera ossessiva la grandezza del suo braccio. Questi sono i metodi di controllo di Ellen, ma scopriremo che gli altri ospiti della clinica hanno metodi diversi, c’è chi mangia ma poi vomita, c’è chi assume lassativi e chi invece, come Luck, è riuscito a vedere il cibo non come un nemico da sconfiggere, ma come il mezzo che gli permetterà di rimettersi in forze e tornare a ballare e raggiungere il suo sogno, o chi invece, aspettando un bambino, si sforza di mangiare non per sé stessa ma per il bambino che sta, miracolosamente, crescendo dentro di lei perché sì, per una volta, dovrà occuparsi di qualcuno che non è lei.

Lentamente nel centro di riabilitazione grazie all’aiuto dei suoi compagni, in particolare grazie a Luck e al Dr. Beckham, Ellen inizierà a ritrovare la gioia di vivere. La protagonista intraprenderà però la faticosa strada per la guarigione solo dopo essersi liberata dal senso di colpa ed aver capito che potrà solo lei scegliere se vivere o morire.

“Qui non c’è posto per le colpe e le accuse ma solo per come vorrai vivere d’ora in avanti, per come vorrai essere” Dr. William Beckham

Il Dr. Beckham aiuta Ellen ad affrontare le sue insicurezze e a trovare la forza di credere in sé stessa dicendole “quella voce che dice che non puoi, tutte le volte che la senti, voglio che la mandi a farsi fottere” (Dr. William Beckham). Con queste parole si vuole andare a controbattere la voce critica, presente in ogni persona, che si è insidiata ed è cresciuta in Ellen con il compito di proteggerla dalla sofferenza. Durante le sedute di psicoterapia paziente e terapeuta lavorano costantemente per depotenziare queste parole così da trovare la forza di affrontare le proprie paure. Allo stesso modo Ellen dovrà gestire quella parte di sé che le dice “non puoi” ed attivarsi per guarire e prendersi cura di sé. Solo in questo modo la protagonista potrà liberarsi dalla visione negativa del proprio valore e non sentirsi più “un fallimento” e “non amabile”.

 

Regista: Marti Noxon

Dramma, 2017

1h 47m

Protagonisti:

Ellen: Lily Collins

Dr. William Beckham: Keanu Reeves

Luck: Alex Sharp

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