“IL LATO POSITIVO”: un approccio alla malattia mentale irriverente ma accurato.

“Ci sarà sempre una parte di me che è smandrappata e sudicia, ma questo mi piace, insieme alle altre parti di me stessa, puoi dire la stessa cosa di te fesso?

Sai perdonare? Sei bravo in questo? (Tiffany)”

“La senti? Questa è emozione” (Tiffany)

 

Il lato positivo (titolo originale “Silver Linings Playbook”) è un film del 2012 diretto da David O. Russell e tratto dal romanzo di Matthew Quick, “L’orlo argenteo delle nuvole”. I protagonisti sono Bradley Cooper, Jennifer Lawrence e Robert De Niro. Il film ha ricevuto otto nomination agli Oscar del 2013, aggiudicandosi quello alla Miglior attrice protagonista (Jennifer Lawrence). Il film ha destato molto clamore agli Oscar del 2013 per l’accuratezza e la sensibilità con cui racconta la malattia mentale rispetto ad altri film.

La scena si apre sul protagonista, Pat, che esce da un’istituto psichiatrico, dove era stato ricoverato per aver picchiato l’amante della moglie dopo averli colti in flagrante. Pat vede la sua vita stravolta, scopre il tradimento della moglie e reagisce in maniera incontrollata. Rinchiuso in una clinica psichiatrica, gli viene diagnosticato un Disturbo affettivo bipolare e nonostante il momento del tradimento viene descritto come l’unico, o meglio, il peggiore episodio maniacale del protagonista, sembra chiaro che Pat abbia già manifestato problemi emotivi e comportamentali tipici di questo tipo di disturbo (sbotti d’ira e lievi sbalzi d’umore) in passato, seppur sottosoglia. Nel corso del film, Pat, dovrà spesso fare i conti con una canzone di Stevie Wonder che fa da colonna sonora all’evento traumatico e si trasforma in un vero e proprio trigger per le sue esplosioni di rabbia.

Nel film Pat affronta le difficoltà tipiche dei pazienti psichiatrici che, dopo un lungo ricovero, devono reinserirsi in un contesto familiare e sociale. Viene descritta accuratamente la difficile compliance ai farmaci dei pazienti affetti da questo disturbo, l’alternanza di fasi maniacali e fasi depressive, l’umore eccessivamente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile, i comportamenti impulsivi, la diminuita necessità di dormire e la loquacità incontrollabile. C’è una scena del film in cui tutto questo è minuziosamente descritto: Pat è nella sua stanza, non riesce a dormire, quando finisce di leggere (“in modo quasi compulsivo”) un romanzo e irrompe bruscamente nella camera dei suoi genitori, nel bel mezzo della notte, vaneggiando e criticando la fine del libro. Per tutto il film, il funzionamento di Pat è caratterizzato dalla tendenza ad aggredire verbalmente e fisicamente gli altri e da pensieri intrusivi/ossessivi.

Rispetto ad altri film che raccontano la malattia mentale, Il lato positivo va ben oltre la mera etichetta diagnostica e la descrizione di contenuti da DSM-V, entra nel funzionamento del paziente, Pat (Bradley Cooper) non è semplicemente un malato psichiatrico ma una persona che riconosce le sue fragilità, cercando di “funzionare” nel modo più “positivo”, reale e umano possibile. Trova delle strategie per affrontare in maniera funzionale il mondo e per gestire gli scatti d’ira legati alla canzone (“Excelsior!”, “ è la parola che lo aiuta a trovare il positivo, la strategia di mastery che utilizza per padroneggiare i suoi stati temuti). Pat decide che il suo risvolto positivo sarà riconquistare l’ex moglie, diventando l’uomo che lei desidera (affidabile, preciso e concreto).

Per raggiungere il suo scopo, Pat, conosce e si fa aiutare dalla protagonista femminile del film, Tiffany. Tiffany è la sorella della compagna del migliore amico di Pat, anche lei con un funzionamento patologico descritto alla perfezione. Se volessimo dare un’etichetta diagnostica probabilmente sarebbe quella di Disturbo borderline di personalità, ma come precedentemente sottolineato, il film racconta bene il funzionamento dei suoi personaggi, e, spesso, ci si riferisce a questo personaggio con aggettivi quali “pazza”, “instabile”, una persona che utilizza la promiscuità sessuale come strategia per gestire il suo lutto (il marito di Tiffany è morto in un incidente stradale) e i suoi stati emotivi. Nel corso del film apprendiamo che Tiffany ha una storia caratterizzata da manifestazioni emotive eccessive, relazioni interpersonali instabili, promiscuità sessuale, difficoltà a controllare la rabbia e autolesionismo. Il funzionamento patologico di Tiffany si evidenzia nella scena in cui lei e Pat si vedono per una sorta di primo appuntamento. Tiffany è chiaramente colpita da Pat e cerca in tutti i modi di manipolarlo per spostare la sua attenzione dall’ex moglie (traditrice) su di sé. Lo fa a modo suo, il suo funzionamento è arrabbiarsi quando Pat sembra rifiutarla, urlandogli contro per strada, accusandolo addirittura di molestie. Nella storia del cinema non era mai stato descritta così accuratamente l’incapacità dei pazienti con Disturbo borderline di integrare aspetti multipli di un altro individuo, la loro suddivisione delle persone in “o troppo buone o troppo cattive” e le relazioni caotiche e altalenanti caratterizzate da sentimenti estremi di idealizzazione e svalutazione dell’altra persona.

Tiffany decide di aiutare Pat a raggiungere il suo scopo di riconquistare l’ex moglie, così fa da tramite tra i due, offrendosi per uno scambio epistolare e chiedendo in cambio a Pat di aiutarla nella preparazione di un ballo di coppia. Pat scoprirà solo alla fine del film che quelle lettere sono state scritte da Tiffany e non dalla sua ex-moglie. I due finiranno per innamorarsi, nonostante le loro social skills limitate, la gestione disregolata delle proprie emozioni (“vibrazioni” come le chiama Pat) e una storia di relazioni ed eventi traumatici alle spalle.

La capacità di Tiffany e Pat di essere “liberi” e meno vincolati dalle aspettative del contesto, il venire a patti con le fragilità l’uno dell’altro, guardandole in faccia, non evitandole e infine attraversando quel processo di accettazione della malattia, li rende, agli occhi del pubblico “due matti che riconoscono e accettano di non essere perfetti”, che esplodono senza farsi riguardo, reagiscono, si lasciano andare alle emozioni, due cosiddette “mine vaganti” che però trovano il loro risvolto positivo nell’accettare di essere così imperfetti; al contrario dei personaggi secondari del film (il padre e la madre di Pat, il suo migliore amico e la sorella di Tiffany, ecc.) che, anch’essi con tratti patologici, cercano invece di forzare la loro vita in dei canoni di normalità, però con una scarsa consapevolezza rispetto al loro funzionamento comunque patologico.

Il sistema familiare in cui si muovono i due protagonisti è anch’esso patologico, il padre (Pat senior, giocatore d’azzardo e con tratti ossessivo-compulsivi) e la madre di Pat (una donna che cerca di sedare i conflitti familiari e le personalità imponenti degli altri membri della famiglia con il cibo e con un atteggiamento generalmente passivo e un sorriso forzato) sembrano giocare un ruolo importante nell’insorgenza del disturbo bipolare del figlio.

Il motivo per cui Il lato positivo è stato nominato per ben 8 Academy Award non è per il modo di raccontare la storia (per niente innovativo) ma proprio per i personaggi alquanto insoliti, non canonici, non eccessivamente “romanzati” e che si muovono all’interno di dinamiche più realistiche rispetto ad altri film (per inciso, i protagonisti sono: un uomo che ha quasi ucciso l’amante della moglie e una donna che fa sesso con chiunque nel posto di lavoro). Il finale del film potrebbe sembrare alquanto semplicistico, sembrerebbe inviare un messaggio per cui “tutto si risolve con un bacio”, forse perché si è portati a credere che l’amore possa essere il rimedio ad ogni “male”, sofferenza, patologia, ecc., tuttavia, Il lato positivo evidenzia ben altro, il potere che ha il sentimento della speranza non nel cambiare il proprio funzionamento in modo da renderlo perfetto in futuro ma nell’aiutare i protagonisti e il pubblico ad accettare il presente nonostante le proprie fragilità e imperfezioni.

SITOGRAFIA

www.childmind.org/article/silver-linings-an-irreverent-but-real-look-at-mental-illness/

www.lamenteemeravigliosa.it/il-lato-positivo/

www.psychologytoday.com/blog/movies-and-the-mind/201302/accuracy-distortion-and-truth-in-silver-linings-playbook

www.psychologyinaction.org/psychology-in-action-1/2013/01/26/silver-linings-playbook-makes-a-hit-film-out-of-a-risky-concept-a-romantic-comedy-about-the-mentally-ill

www.sospsicologo.org/cinema/il-lato-positivo-psicologia/

www.stateofmind.it/2014/01/illato-positivo-recensione-psicologia/

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