La sindrome di Asperger.

“Mio padre mi ha sempre detto che ero come il Piccolo Principe, ma dopo che incontrai Adam capii che ero sempre stata il pilota”   (cit. Adam)

Riccardo ha 18 anni frequenta la scuola superiore non ha molti amici e anzi è stato vittima di bullismo.

Fatica a controllare le sue emozioni e a comunicarle agli altri, possiede un vocabolario forbito, usa una sintassi piuttosto elaborata, una prosodia insolita e può essere pedante. Ha una passione smisurata per la storia…passa le ore a leggere libri sulla Seconda Guerra Mondiale e a citarne passi, questo lo aiuta molto a rilassarsi e a superare l’ansia. A scuola ha bisogno di aiuto perché nonostante abbia un QI in norma fatica ad organizzarsi nei compiti e si distrae con estrema facilità. Cammina in modo goffo e non è coordinato nei movimenti allo sport preferisce il PC.

Possono dargli molto fastidio i rumori…e non mangia le cose verdi.

Spesso non capisce i modi di dire o gli scherzi perché interpreta tutto in modo letterale. E’ estremamente onesto e a volte può essere considerato un po’ maleducato per il suo atteggiamento schietto e diretto. Ama stare in mezzo agli altri ma questo gli costa moltissima fatica, infatti, le situazioni sociali lo sfiniscono sia emotivamente che fisicamente.    

A Riccardo piacciono le dimostrazioni di affetto ma devono essere brevi e non intense altrimenti può esserne sopraffatto.

 

Riccardo è un giovane adulto con la sindrome di Asperger, un grave disturbo dello sviluppo caratterizzato dalla presenza di difficoltà nell’interazione sociale e da schemi inusuali e limitati di interessi e di comportamento.

E’ definita come la “disabilità nascosta” per la difficoltà che i professionisti  possono incontrare nel riconoscerla.

Le persone con la sindrome di Asperger possono fare molte cose e apprendere molte abilità. Come accade per Riccardo, possono trovare difficoltoso esprimere i loro stati emotivi e bisogni, faticano ad incontrare altre persone e a costruire nuovi rapporti di amicizia. Talvolta non riescono a comprendere cosa pensano e come si sentono gli altri. La comunità scientifica non è ancora giunta ad un accordo rispetto a ciò che causa la sindrome di Asperger: quel che è certo è che se tuo figlio ha questa diagnosi non è per colpa tua.

Ci sono molti modi di essere Asperger, Riccardo, ad esempio, ha ottime capacità linguistiche ma è convinto che le persone intendano letteralmente quello che dicono, infatti, non riesce a capire quando qualcuno sta scherzando. Una sua insegnante, in una giornata di neve, disse alla classe: “Ne sta cadendo molta…questa notte ci toccherà dormire qui!”. Riccardo venne colto, in quell’occasione, da una forte ansia e si interrogò su come sarebbe stato possibile dormire a scuola: non aveva capito che quello che stava dicendo l’insegnante era una battuta. Anche i modi di dire sono ostici e Riccardo si impegnato per riuscire a riconoscerli, spesso, può sincerarsene chiedendo: “E’ un modo dire?”. Anche le battute non sono il suo forte e possono essere anticipate da frasi del tipo: “Mi devo allenare a fare una battuta: adesso la faccio” facendone, in parte, perdere il senso.

Come abbiamo visto, le persone con sindrome di Asperger,  possono avere degli interessi speciali, ad esempio, per la storia, i manga giapponesi o il PC.

Vorrebbero partecipare a giochi ed attività insieme ad altri, ma non hanno idea di come si faccia e questo va loro insegnato con dei training centrati sulle abilità sociali, che di solito trovano estremamente interessanti.

Riccardo è stato vittima di bullismo e può accadere per molti bambini o ragazzi con questa sindrome perché gli altri pensano che siano diversi a causa delle loro modalità relazionali e per quelle che le persone definiscono bizzarrie.

Le persone con la sindrome di Asperger spesso sono molto brave a fare qualcosa, ad esempio, possono essere molto bravi in matematica, in arte o musica, a memorizzare informazioni, a concentrarsi su un’attività in particolare. Nonostante questo possono incontrare difficoltà a scuola negli apprendimenti della lettura e della matematica. Come Riccardo, talvolta appaiono goffi e impacciati nel coordinare i movimenti e questo significa che possono essere difficoltà nell’usare le forbici, coltelli, forchette o ad andare in bicicletta.

Riccardo sa di essere un ragazzo con la sindrome di Asperger; è infatti estremamente importante che la diagnosi venga spiegata il più presto possibile e prima che si sviluppino meccanismi disfunzionali. Il ragazzo consapevole è più probabile raggiunga l’auto-accettazione, senza paragoni sleali con altri coetanei, e che abbia meno probabilità di sviluppare segni di un disturbo d’ansia, depressione o disturbo della condotta.

Per un ragazzo Asperger il vantaggio di avere una diagnosi è quello di prevenire o ridurre gli effetti di alcune strategie di compensazione o di regolazione emotiva disfunzionali, di rimuovere la preoccupazione di altre diagnosi come quella di essere pazzo, e di essere riconosciuti come aventi difficoltà reali nell’affrontare esperienze che altri trovano facili e divertenti.

La persona con la sindrome di Asperger non ha le caratteristiche fisiche per indicare che è diverso, come accade per altre sindromi, e con la propria capacità intellettuale può portare gli altri ad avere grandi aspettative per quanto riguarda la competenza sociale. Una volta che la diagnosi è confermata e compresa, non ci può che essere un significativo cambiamento positivo nelle aspettative degli altri, nell’accettazione e nel sostegno.

 

Bibliografia:

Attwood Tony Guida alla sindrome di Asperger. Diagnosi e caratteristiche evolutive edizioni Erickson collana Psicologia, 2007

Attwood Tony Esplorare i sentimenti. Terapia cognitivo comportamentale per gestire ansia e rabbia, edito da Armando Editore, 2013

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