Perché ho il Disturbo Ossessivo Compulsivo?

“Non dobbiamo  aver paura di commettere errori.
Anche i pianeti si scontrano
e dal caos nascono le stelle”.
Charlie Chaplin

Spesso chi soffre di Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) si chiede perché l’abbia sviluppato, quali siano state le cause. È difficile, se non impossibile, dare una risposta certa. Ci sono però molti studi che sottolineano la necessità della presenza contemporanea di più fattori. Quando si cercano le cause si deve fare un lavoro di ricostruzione delle esperienze importanti nella vita della persona per identificare i fattori che possono, con alta probabilità, aver portato allo sviluppo del DOC.

Che tipo di fattori portano a sviluppare il DOC?

I fattori che portano allo sviluppo del DOC sono diversi e possono essersi presentati anche molti anni prima della manifestazione del disturbo.
È utile fare una distinzione tra due tipi di fattori:
Fattori di vulnerabilità, da vulnus, che in latino significa ferita. Si intende ciò che rende la persona più facilmente “attaccabile” dalle esperienze esterne.
Fattori di rischio, sono invece quelle esperienze della vita che aumentano la probabilità di sviluppare il disturbo.
Possono essere significative:
-Le esperienze precoci che la persona vive e il contesto interpersonale nel quale è inserita (non solo la famiglia ma anche le altre persone significative con le quali si entra in contatto fin da piccoli).
-Il clima familiare, è l’insieme dei pensieri, delle emozioni e dei comportamenti tipici delle persone della propria famiglia.
-Gli stili educativi, intesi come l’insieme delle conoscenze relative all’educazione, la “filosofia” educativa che si decide di seguire (più o meno consapevolmente) e le vere e proprie strategie educative che si mettono in atto.

Chi è più vulnerabile?
C
iò che rende più vulnerabili ad un possibile disturbo psicologico sono tre tipi di fattori: l’attaccamento insicuro, le difficoltà genitoriali sul tema della responsabilità e l’educazione morale.

Vediamo però come questi fattori di carattere generale, sono determinanti nella manifestazione specifica del DOC.

  1. Attaccamento insicuro. L’attaccamento, secondo la teoria di Jhon Bowlby, è l’insieme degli atteggiamenti e dei comportamenti che si instaurano tra due persone: il bambino (che ha bisogno di essere accudito nei suoi bisogni primari) e la sua figura di accudimento (tipicamente la madre, ma possono essere anche altre persone vicine al bambino). Il bambino ha dei bisogni e in base alle risposte che la figura di accudimento gli da, il bambino creerà un proprio sistema di attaccamento. Semplificando molto, possiamo descrivere il fenomeno in questo modo: se la figura di accudimento è pronta a rispondere nell’immediato e gli fornisce risposte adeguate, il bambino svilupperà un attaccamento  sicuro;  in caso contrario svilupperà un attaccamento di tipo insicuro.

Pertanto chi ha sviluppato un attaccamento di tipo insicuro risulta essere più vulnerabile alla manifestazione del DOC.

  1. Difficoltà genitoriali sul tema della responsabilità. Le difficoltà possono essere  sia in termini    di    iporesponsabilizzazione  oppure di iperresponsabilizzazione del proprio bambino.

Un  esempio  per  quanto  riguarda  l’iporesponsabilizzazione  potrebbe  essere quello di una famiglia molto preoccupata per eventuali pericoli e minacce che potrebbero  accadere.  Questo  atteggiamento  apprensivo  porta  i  genitori  ad   essere iper protettivi con i figli, tanto da impedir loro di  fare  esperienza  di  eventuali situazioni di rischio. Questo porta i figli  a  pensare  di  non  essere  in  grado di affrontare un eventuale rischio. In breve, se non corriamo qualche rischio, non sapremo se siamo in grado di farvi fronte.

Per quanto riguarda l’iperresponsabilizzazione invece un esempio potrebbe essere quello di famiglie con molti figli, che per svariati motivi delegano sistematicamente l’accudimento dei figli più piccoli ai figli più grandi. In questa situazione I figli più grandi vengono investiti di un ruolo che non compete loro e li carica di un eccessivo senso di responsabilità.

  1. Educazione morale. Si tratta di famiglie nelle quali l’educazione dei figli è più incentrata sulla trasmissione di regole e sulla morale che non sulle emozioni e sull’affetto.

Come arrivo all’idea che “non devo commettere errori”?

  1. Commetto un errore;
  2. Quando commetto un errore vengo rimproverato in modo improvviso, inaspettato e molto aspro;
  3. Chi mi rimprovera mette il “muso”;
  4. Il “muso” finirà senza un reale chiarimento, come se non ci fosse un perdono.

In questo modo ciò che accade è che non faccio mai esperienza di arrabbiatura con conseguente perdono e chiarimento. Questo sviluppa in me l’idea che “commettere errori è catastrofico” perchè non so mai se il mio errore verrà perdonato o meno. L’idea che ne consegue è che “non devo commettere errori”.

Quali esperienze precoci rendono più probabile lo sviluppo del DOC?

Le esperienze precoci possono essere così riassunte:

  1. Elevato criticismo da parte dei genitori nei confronti dei figli;
  2. Tendenza dei genitori a drammatizzare la colpa per un errore che è stato commesso;
  3. Famiglie impegnate nella ricerca di un colpevole, per poter scaricare la propria responsabilità,
  4. Sproporzione tra gravità di un errore e reazione genitoriale;
  5. Reazione genitoriale inaspettata;
  6. Incoerenza nelle conseguenze delle proprie azioni;
  7. Mancata accettazione della possibilità di commettere errori;
  8. Minaccia o realizzazione del ritiro dell’affetto da parte di persone

Bibliografia:

Francesco Mancini, La mente ossessiva. Curare il disturbo ossessivo compulsivo. Raffaello Cortina, 2016.

 

 

 

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