Disturbi dell’umore

Disturbi dell’umore

Nei disturbi dell’umore rientrano:

 

DEPRESSIONE

La depressione è un disturbo piuttosto diffuso: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è la quarta malattia al mondo in termini di frequenza, costi ed effetti debilitanti. Si stima che ogni settimana un decimo della popolazione adulta soffra di depressione clinicamente rilevante, mentre una persona su cinque ne soffrirà in qualche momento della sua vita. Gli esiti possibili possono essere gravi, tali da comportare un deterioramento del funzionamento psicosociale fino ad arrivare al suicidio. Il disturbo depressivo può esordire ad ogni età e può colpire chiunque  indipendentemente dal sesso, dal livello culturale e dallo status socio-economico.
Chi soffre di depressione generalmente manifesta un umore depresso, una tristezza quasi quotidiana e tende a non provare più alcun piacere per tutte, o quasi, le attività che prima lo coinvolgevano. Oltre a questo, può presentare altri sintomi, quali: una significativa perdita o aumento di peso e di appetito, insonnia o ipersonnia, agitazione o rallentamento psicomotorio, faticabilità o mancanza di energia, sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi, ridotta capacità di pensiero, di concentrazione o indecisione, pensieri ricorrenti di morte, irritabilità, ridotto desiderio sessuale.
I sintomi della depressione possono manifestarsi in modo acuto oppure in forma leggera ma prolungata ad andamento cronico; in questo caso si parla di distimia.
Chi soffre di depressione ha una visione negativa di sé, del mondo e del futuro (Beck, 1967), si vede come inadeguato e difettoso e per questo può sentirsi non desiderabile e inutile, avendo la tendenza a sottovalutarsi e a criticare ogni cosa che fa. Un ostacolo può essere visto come una barriera insormontabile e fatti insignificanti possono assumere un valore enorme. Chi soffre di depressione può interpretare negativamente le interazioni con l’ambiente e leggere le affermazioni neutre fatte dagli altri come scherno o disprezzo. Tende a prevedere frustrazioni e difficoltà future con la convinzione che queste continueranno senza fine; di fatto, non intraprende nulla perché è convinto che sarà una sconfitta. Chi soffre di depressione, quindi, si considera già sconfitto, prevedendo un futuro negativo che non potrà portare a nulla di buono.

IL TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

La terapia cognitiva assieme alla terapia interpersonale e alla farmacologia rappresentano i trattamenti più efficaci per la riduzione dei sintomi della depressione. Inoltre, alcuni studi dimostrano come la terapia cognitiva sia maggiormente efficace rispetto alla sola farmacoterapia nella riduzione della probabilità di ricaduta futura.
La terapia cognitiva è focalizzata sui modi in cui la persona interpreta gli eventi che accadono, su come reagisce e come si valuta. Pertanto il terapeuta, attraverso tecniche cognitivo-comportamentali, cerca di aiutare il paziente ad identificare i pensieri negativi che sostengono la depressione, aiutandolo a sviluppare una modalità di pensiero più adeguata e funzionale. Inoltre, lo aiuta ad acquisire migliori abilità per affrontare le difficoltà quotidiane quali, ad esempio, strategie per risolvere problemi o modalità di comunicazione più efficaci. Di fatto, il modo di pensare più funzionale regolerà il tono dell’umore e modificherà i sintomi riferiti e questo influenzerà positivamente i pensieri. Analogamente, anche la correzione di alcuni comportamenti problematici avrà un positivo effetto sui pensieri e le emozioni della persona. Questo consentirà di rompere i cicli interpersonali che mantengono la depressione nel tempo.

 

DISTURBO BIPOLARE

Il disturbo bipolare è caratterizzato da oscillazioni del tono dell’umore; nello specifico, dall’alternanza di uno stato depressivo e uno maniacale (o ipomaniacale). Quando la persona non è né completamente depressa né completamente maniacale, si parla di stato misto.
Bisogna precisare che queste oscillazioni non si riferiscono a dei normali “alti e bassi” (frequenti nella vita quotidiana di chiunque) ma sono talmente invalidanti che possono rovinare i rapporti interpersonali, causare la perdita del lavoro, ecc., fino a situazioni più dannose come, per esempio, il suicidio. Nonostante la gravità della sintomatologia, tale disturbo può essere trattato da un’equipe di specialisti.
Ma come si manifesta, dunque, il disturbo? I sintomi della depressione sono i più facili da individuare, anche perché sono i più conosciuti: umore depresso, pensieri del tipo “non c’è più speranza!”, sensazione di affaticamento e di non riuscire a svolgere le attività quotidiane, idee di morte, mancanza di speranza, inappetenza o, in rari casi, iperfagia, incapacità a trarre piacere dalle attività che in passato procuravano gioia e soddisfazione, sensazione che gli altri possano non comprendere tale situazione e che siano ottimisti inutilmente, ridotto desiderio sessuale, difficoltà a concentrarsi e a prestare attenzione, irritabilità, ecc.
La mania, invece, si manifesta con i seguenti sintomi: umore elevato percepito dagli altri come insolito, comportamenti molto disinibiti, facilità estrema a spendere del denaro e a fare acquisti, sensazione di intensa energia, capacità di iniziare contemporaneamente tante attività ma con scarsa capacità di portarle a termine, comportamenti aggressivi e impulsivi, eccessivo buon umore in senso euforico, aumento della velocità dei pensieri, ridotto bisogno di sonno, fiducia non realistica nelle proprie capacità, bassa capacità di giudizio, comportamento sessuale aumentato, abuso di droghe, alcool e farmaci, ecc.
L’ipomania, infine, è uno stato alterato dell’umore meno intenso rispetto allo stato maniacale. Comunemente si distinguono due forme di disturbo bipolare:
il disturbo bipolare di tipo I, caratterizzato da episodi depressivi e episodi maniacali
il disturbo bipolare di tipo II, caratterizzato da episodi depressivi e episodi ipomaniacali.
Di solito chi soffre di disturbo bipolare si rivolge al medico o allo psicologo quando è in fase depressiva e molto frequentemente non riferisce di avere avuto nella sua vita un umore elevato o esperienze relative allo stato maniacale.

IL TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

Il trattamento integrato (farmacoterapia e psicoterapia) è quello maggiormente indicato per tenere sotto controllo il disturbo. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è tra i trattamenti più utilizzati e si dimostra molto efficace nella cura di questo disturbo: permette al paziente di conoscere meglio il proprio funzionamento e accettarlo, di distinguere se stesso e la propria personalità dalla malattia, di migliorare la gestione dello stress e indirettamente, quindi, di ridurre i fattori di rischio di ricaduta. Inoltre, prevede un trattamento psicoeducativo per il paziente ed i suoi familiari affinché comprendano meglio le fasi di tale disturbo.